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Frasso Telesino (BN): “L’uomo, il suono, la natura”

FRASSO TELESINO (BN)
“Progetto Terravecchia 2016 – L’uomo, il suono, la natura”,
intervento artistico ambientale, a cura di Davide Sarchioni e Beatrice Audrito,
25-26 giugno e dal 21 al 24 luglio

TERRAVECCHIA 2016. L’ARTE, IL SUONO, LA NATURA.
Metamorfosi vegetale in Blu, Caterina Tosoni

Domandarsi che cos’è l’arte contemporanea significa chiedersi quale sia il suo ruolo nella società attuale. Per rispondere a questa domanda diventa imprescindibile riflettere sul ruolo che la società affida all’artista contemporaneo: qual’è dunque la missione dell’artista nella società odierna? A quale sfida è chiamato a rispondere per trovare la propria identità, il senso del suo essere nel mondo?

Ciò che ha sempre caratterizzato l’arte nel corso dei secoli, pur attraverso luoghi, società, linguaggi differenti è la sua capacità di sollevare questioni estetiche ma anche etiche, sociali, e culturali partendo dalla materia oggettuale. L’artesi configura dunque come il prodotto dell’uomo e della sua azione sul mondo, il risultato del suo agire che si esplica attraverso la manipolazione e la rielaborazione dei materiali per organizzarli in modo nuovo all’interno di una forma. Questi materiali, collocati dentro un linguaggio codificato e dunque arricchiti di significati simbolici, agiscono da detonatori per condurre il fruitore sul piano del contenuto, innescando riflessioni potenzialmente illimitate capaci di rinnovarsi e produrre nel tempo significati nuovi.

L’identità dell’artista in ogni tempo, ciò che lo definisce e lo qualifica come tale, è dunque la sua capacità di porre interrogativi dalle molteplici risposte, aprire dialoghi sul mondo fornendo un punto di vista nuovo attraverso il quale osservarne i fenomeni.

La ricerca artistica inaugurata dall’artista milanese Caterina Tosoni, le cui opere veicolano una riflessione attualissima sulla minaccia dell’inquinamento globale per il benessere del pianeta, si contraddistingue proprio per la capacità di porre interrogativi sul mondo ristabilendo un’interazione profonda tra arte e vita, ovvero tra indagine estetica e riflessione etica. L’artista ritorna dunque ad essere protagonista di un’arte capace di parlarci del nostro presente e l’opera diventa il veicolo di questa riflessione, restituendo all’arte il potere di smuovere le coscienze.

Il ruolo primario assegnato all’arte dalle grandi civiltà passate, a cominciare dalla civiltà greca dove arte e vita erano intrecciate tra loro, deve essere da stimolo per cogliere l’importanza di riportare l’arte al centro della vita cittadina rendendola qualcosa da esperire quotidianamente, come avveniva per i cittadini ateniesi, con l’obiettivo di arricchire le nostre esistenze individuali ma anche di alimentare il senso di appartenenza alla collettività.

Il comune di Frasso Telesino e l’Associazione Terravecchia sembrano aver colto appieno questo monito: riportare l’arte al centro della vita cittadina riconoscendo non solo l’importanza di vivere immersi nel bello estetico, nella pienezza e nell’appagamento dei sensi ma anche la funzione di stimolo svolta dall’abitare quotidianamente una dimensione progettuale, in continuo divenire. L’obiettivo del progetto Terravecchia 2016: l’uomo, il suono, la natura è proprio quello di alimentare, stimolare, coltivare la sensibilità individuale di ciascuno di noi per aprire dialoghi collettivi attraverso l’incessante ricerca di un equilibrio tra l’uomo e la sua dimora primordiale, la natura, che si esplica nell’interazione continua tra città e paesaggio. Proprio questa relazione si esplicita e si materializza nel lavoro artistico di Caterina Tosoni, artista che riflette da tempo sul tema del riutilizzo e del riciclo di oggetti e materiali plastici di uso quotidiano per tentare di rispondere alle sfide ambientali ed energetiche che si pongono a livello globale. Per dare forma alla sua ricerca l’artista preleva, e dunque decontestualizza, una serie di oggetti d’uso comune che ben rappresentano la nostra società dei consumi, per poi azzerarne il potere seduttivo grazie al colore monocromo ed utilizzarli nella loro valenza plastica per comporre nuove forme scultoree.

L’opera scultorea realizzata dall’artista, dal titolo Metamorfosi vegetale in Blu, si presenta come un tronco d’albero dall’improbabile color blu Klein ormai coinvolto in uno processo di integrazione e mutazione irreversibile con il materiale plastico. Il tema della metamorfosi, ovvero del continuo mutamento al quale sono sottoposti l’uomo ed il pianeta, è il punto di partenza per innescare una riflessione attualissima sulla contaminazione incessante tra uomo e natura ovvero tra materiale naturale e materiale artificiale. Tuttavia, nelle opere di Caterina Tosoni questo binomio non genera contrasti stridenti ma si risolve sempre in eleganti sculture dove il legno e la plastica, accostati dall’artista con grande attenzione e abilità compositiva, si intersecano e si compenetrano, suggerendo quindi la possibilità di ristabilire un equilibrio fra uomo e natura grazie alla ricerca di un compromesso tra sviluppo industriale e sfruttamento delle risorse del pianeta.

L’opera di Caterina Tosoni si configura dunque come una raffinata installazione ambientale dalla grande forza evocativa capace di suggerire nuove possibilità di sviluppo futuro dialogando efficacemente con il contesto in cui è immersa. Un dialogo che riflette il confronto incessante tra lo splendido borgo di Frasso Telesino e il paesaggio naturale in cui è immerso: un centro urbanizzato che, per l’artista che vi si confronta, funge da vincolo materiale e da cornice spaziale ma anche da stimolo, punto di partenza per costruire una riflessione capace di travalicarne i confini.

Riflessione che ci riporta alla domanda iniziale: Che cosa vogliamo dunque dall’arte? Che si ripieghi su se stessa o che si fondi sui valori umani per costruire un futuro migliore?

Beatrice Audrito

2017-06-16T07:49:10+00:00